La Grande Quaresima tra Oriente e Occidente

La Grande Quaresima è un periodo liturgico che accomuna molte componenti delle grandi famiglie dell’orbe cristiano, da Oriente a Occidente, un tempo in cui l’Ecumenismo è chiamato a lavorare ancora più celermente per testimoniare Cristo nell’unità di coloro che dal suo sacrificio si sentono redenti, così come riporta l’evangelista Giovanni.

La preparazione dei quaranta giorni precedente alla Pasqua affonda le sue radici negli albori del cristianesimo così come negli albori del giudaismo. Il numero 40 per gli autori della Bibbia ha un significato speciale. Quaranta sono i giorni che Mosè passa sul Sinai prima di ricevere la legge, e la sua stessa vita è scandita in tre fasi da quarant’anni ciascuna. Israele passa quarant’anni nel deserto prima di giungere alla Terra Promessa e gli esploratori che per primi vanno a verificare se in essa scorre latte e miele, tornano al campo dopo quaranta giorni. Elia, profeta tra i più considerati nel giudaismo, ci mette quaranta giorni per salire sull’Oreb, e sentire Dio “nel sussurro di una brezza leggera”.

Il rabbì Jeoshua bin Nazareth ben Joseph, dopo essere stato battezzato da Giovanni, viene spinto dallo Spirito nel deserto. Si trattiene quaranta giorni, senza bere e senza mangiare, vincendo le tentazioni di satana.

Nessun esoterismo particolare. Per gli autori del testo sacro il numero quaranta simboleggia il tempo necessario per compiere ciò che deve essere compiuto. Un dato numerico definito,  il tempo in cui Dio agisce nella vita di ciascuno.

Questo tempo penitenziale porta in sè l’immagine dei riti battesimali e della riconciliazione dai peccati. La funzione liturgica del mercoledì delle ceneri riprende un rito antico,più antico anche di Israele e affonda le sue radici nei rituali agricoli della terra. Ogni buon contadino alla fine del raccolto sa che per rimettere il campo in ordine deve bruciare la sterpaglia. Le ceneri prodotte vengono poi cosparse per il campo, portatrici di nuovo humus.

Nel Medio Oriente antico gli atti di penitenza, di fronte a sciagure, belliche o naturali, si esprimevano nel cospargersi il capo di cenere, simbolo di una nuova rigenerazione, un vero e proprio atto di conversione, simbolo di un cambiamento di vita. Con l’avvento del cristianesimo il cammino catecumenale si inseriva nel tempo anteriore alla Pasqua, è il nuovo adepto esprimeva la sua volontà di morire alla propria vita per risorgere innestato nella vita di Cristo. Un processo innestatosi anche nel sacramento confessionale, nei primi secoli amministrato soltanto una volta nella vita.

La funzione delle ceneri è rimasta viva nel cuore dei cristiani. Nel cattolicesimo la liturgia pontificia si svolgeva nel silenzio più totale, a simboleggiare l’opera di Dio nella adesione dell’uomo. Il papa riceva le ceneri sul capo dal cardinale protovescovo nella basilica di Sant’Anastasia al Palatino. A Milano invece, il rito liturgico ambrosiano posticipa la Quaresima alla domenica e le ceneri possono essere imposte anche il lunedì successivo.

Grande è la celebrazione delle chiese ortodosse per il cammino quaresimale. Le cinque domeniche rispecchiano la prassi penitenziale e lo stato dell’uomo che giunge all’amore di Dio. Si parte dal desiderio di incontrare Cristo, si passa per l’umiltà e il ritorno dall’esilio, si vive il giudizio ultimo per giungere al tanto desiderato perdono.

Le Chiese riformate hanno sostenuto questa aderenza alla pratica quaresimale. Gli anglicani mantengono  una struttura simile a quella cattolica, mentre i luterani iniziano il digiuno alla sera del martedì precedente al mercoledì delle ceneri.

Conversione, preghiera e penitenza. Tre pilastri di questo tempo. La penitenza, che si esprime anche con il digiuno, non è una mortificazione corporale, bensì la volontà del credente di dimostrare a sè stesso che può fare a meno di tutto, ma non di Dio. La preghiera è il contatto con lo Sposo, nel tempo che separa la chiesa dalla sua venuta nella Gloria. La conversione, incarnare la fede negli atti di carità, come l’elemosina, per mostrare l’amore di Cristo che trasfigura il mondo contro il potere e l’oppressione. Un tempo forte per ricordare agli uomini che ogni giorno è il tempo di convertirsi e “credere al Vangelo“.

Questa voce è stata pubblicata in Cristianesimo, Ebraismo, Italiano, Monoteismo e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...